Il Maestro

Il Maestro

Casa editrice: Cairo
Pagine: 333
Data di uscita: 14 Aprile 2022

«Stavolta l’autrice mi ha fatto una grande sorpresa. Ero abituata alla sua satira amara, intelligente, esilarante sulla donna bionda che combatte una solitaria e impossibile lotta femminista negli Emirati, in L’Occidentale o La donna perfetta, e mi sono trovata davanti a una bellissima scrittura, delicata e profonda.»

Barbara Alberti

Il Maestro

TRAMA

Dall’osservatorio privilegiato di Abu Dhabi e Dubai, tra una corsa in barca e castelli di sabbia durante il lockdown, Anna osserva il nuovo assetto mondiale dove la differenza tra vita reale e virtuale si annulla e gli uomini si trasformano in esseri internettiani. La rete anestetizza la capacità di provare emozioni vere, allontanandoci l’uno dall’altro e anche dal proprio corpo, mentre la mente corre sedotta dal gioco frenetico del bombardamento digitale, di fronte al quale la concretezza della quotidianità risulta lenta e insoddisfacente.

L’unico antidoto a tutto questo sembrano essere gli insegnamenti di un Maestro, figura enigmatica e potente che guida al risveglio interiore attraverso insegnamenti antichi provenienti da un mondo lontano. Vivere nel presente, esercitarsi a non coltivare desideri inutili, conoscere e amare se stessi per essere a propria volta amati; combattere le ossessioni schiavizzanti dei social, dell’ultimo prodotto tecnologico o della fidanzata sempre più giovane e bella. Perché solo l’incontro con gli altri, la ricerca spirituale, il ritorno al vecchio mondo fisico in difesa dell’ambiente, sono le tappe di un processo di guarigione personale che è la vera rivoluzione da cui ognuno dovrebbe partire per salvare il pianeta.

Quella di Melanie Francesca è la divertente narrazione della rutilante giostra dubaiana tra il jet set internazionale e una patinata vita familiare – con le problematiche del matrimonio interculturale, del ruolo di madre e moglie da copertina e dell’intramontabile paradossale velleità di paladina dei diritti sociali – ma pure un’accorata riflessione sulla libertà che non può essere strappata con la forza. Come succede ora, in un mondo malato, dove i governi comandati da uomini dominati dal proprio ego carico di cupidigia tengono in scacco le masse derelitte dell’umanità.

PER CONCLUDERE

La lettura risulta piacevole e divertente. La materia trattata, se pur impegnativa, si affida a una scrittura chiara e scorrevole attraverso l’elemento autobiografico del Diario, e diviene appassionante grazie alle doti di grande sensibilità e pacatezza di comunicazione rivelate dall’autrice.

Alla Dubai avveniristica e irriverente del passato, dove Anna è sempre stata intrappolata nel suo ruolo di bellissima moglie da esibire e di madre perfetta, si contrappone un presente incerto tra pandemia, lockdown e conflitti. E i ricordi di scenari da mille e una notte, di una vita annegata nel lusso, si mescolano a sua volta a un passato ancor più remoto.

Attraverso lo sguardo saggio di un maestro spirituale, Anna riflette sul senso della vita e sulla presenza dell’uomo su questo pianeta. Anche nelle difficoltà più estreme e nella povertà più nera le chiavi del successo e del benessere sono a portata di tutti: basta saperle usare. Dopo un percorso sofferto di risveglio interiore, Anna scopre il segreto delle coincidenze e la necessità del dolore, come affrontare persone spinose e l’apparente caos delle nostre esperienze. Un manuale di sopravvivenza alla turbolenta crisi dei nostri giorni e alle più piccole ma non meno importanti crisi interiori che costellano la nostra esistenza.

In fondo la pandemia ha insegnato al mondo che quello che può sembrare il tuo nemico può essere, in realtà, il tuo prezioso alleato.

Un libro pieno di verità che più che mai in questo momento difficile di guerra e post-lockdown, di grandi rivoluzioni e di instabilità economico-sociale, dovremmo leggere tutti…

 BIO

Melanie Francesca è giornalista di costume, scrittrice, artista e personaggio televisivo. Ha pubblicato tredici libri che spaziano dal romanzo alla poesia e hanno avuto madrine di eccezione come Nanda Pivano e Barbara Alberti. Come artista diplomata all’Accademia di Belle Arti a Venezia, Melanie Francesca ha esposto a Parigi, Milano, Mosca e in Medio Oriente. Con l’opera The Box ha partecipato ad Art Dubai nel 2016 sotto il patrocinio del ministro della Cultura degli Emirati Arabi e successivamente nella galleria Cap Contemporary Art Platform. Vive tra Dubai e Lugano.

L’Angelo


L’Angelo

Casa editrice: Cairo
Pagine: 207
Prezzo: 16,00 euro
Data di uscita: 29 novembre 2019

Dopo L’Occidentale (2017) e La donna perfetta (2018) Melanie F. cambia registro: dalla commedia brillante ci accompagna in una dimensione più intima, che indaga sulla natura dei sentimenti e apre una prospettiva su quelle ferite che dall’infanzia e adolescenza, determinano la visione della nostra vita e le nostre scelte. L’angelo è un romanzo doloroso che racconta una storia di abbandono, di tradimento e di guarigione. Una bellissima favola d’amore. Un modo per capire se stessi e il perché di quel che ci succede.

“L’autrice non risparmia nessuno a partire da sé… A volte ti sorprende col più grigio dolore, altre ti sommerge di tenerezza, e fa uscire da te quel pianto sommesso pieno di struggimento che aspetta di essere liberato da troppo tempo, come un concerto sottile. Ma chi è l’autrice? Un prisma in moto perpetuo, che ribalta la visuale con trovate vertiginose, di fresca potenza letteraria. La sua gloria è spiazzarti, sempre. E trascinarti come una tromba d’aria, e d’un tratto – il minuetto.”

Barbara Alberti

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Scheda

Parigi, inizio anni 2000. Un angelo si innamora della modella Dixi, una ragazza fragile, nata in una ricca famiglia della borghesia francese, cresciuta da sola, persa in una vita disordinata, senza regole e senza futuro, alla mercé di uno zingaro di cui è perdutamente innamorata e che la trascina, giocando con i suoi sentimenti, in una serie di eventi criminali dalle tinte fosche. Lo spirito la segue ovunque fino a svelarsi a lei nelle chiese dove la ragazza trova rifugio e conforto. «Devi osservarti quando avverti un’emozione dolorosa, perché quella è la porta della consapevolezza. E adesso la porta si è spalancata.»

La donna perfetta

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«Un hortus conclusus con malizie letterarie da grande scrittore.»
Barbara Alberti

Rubriche del 19 luglio 2018 dal magazine CONFIDENZE

Disprezzo quelli che amano e odiano per categorie in base all’ etnia, al rango, all’aspetto… c’è sotto un complesso d’inferiorità, cui si crede di rimediare assumendo un’identità razzista o sessista, che li fa sentire qualcuno: Per schifo che io faccia, un intero popolo, un intero genere è peggiore di me.Ma va tutto bene finché i cattivi sono gli altri, il brutto è quando mi becco sul fatto, e ritrovo in me i pregiudizi di cui accuso il prossimo. Ecco come ho conosciuto la scrittrice Melanie F., che allora si chiamava Melanie Moore. Era il 1999, e si definiva guerrala gratuita aggressione alla ex-Jugoslavia. I paesi più ricchi si erano messi a bombardare quelli più poveri, per il loro bene. Una guerra agli ospedali, ai treni che trasportavano uomini e oche, ai ponti, al Danubio, ai vecchi nei loro giardinetti. Perché Milosevic era cattivo, e noi che eravamo buoni distruggevamo un paese. Si chiamava guerra umanitaria.Io mi vergognavo: prima avevo nome e cognome, ora ero gli Italiani, quelli che si erano uniti al crimine. L’informazione, complice, salvo Santoro e pochi altri. Trovai una straordinaria interlocutrice in una giornalista svizzera , un’intellettuale preparatissima, che conoscevo solo per telefono. Mi diceva cose illuminanti sulla guerra, e mi forniva informazioni. Una grande consolazione. Non sapevo che aspetto avesse, per me era una voce, la voce dell’intelligenza e dell’umanità. Poi finì la guerra e non ci sentimmo più. Un giorno vado in uno studio televisivo. Mi viene incontro tutta festosa una ragazza di una bellezza mozzafiato, fra Jessica Rabbitt e l’idea platonica della coniglietta: alta, bionda, occhi azzurri, tacchi da vertigine e abito da vamp: Sono Melanie! Io che già allora avevo dei vuoti di memoria, resto freddina, e non mi sogno nemmeno di collegare il suo nome a quello della geniale amica telefonica. Di soppiatto mi informo su chi diavolo sia- e capisco! La inseguo, la abbraccio…ma ormai mi ero scoperta in flagrante discriminazione: dunque per me come per i maschilisti di tutto il mondo, un’intellettuale doveva essere magrolina, vestita con discrezione…mai mi aveva sfiorato che quei discorsi ispirati e sapienti fossero pronunciati da una sventola da copertina. Non ho mai avuto il coraggio di confessarglielo, e solo ora le mando questo messaggio nella bottiglia. Da allora non ci siamo lasciate più, anche se Melanie vive a Dubai. Ho conosciuto Omar, il suo marito musulmano, i bambini, la guardo in televisione quando va da Chiambretti, spiazzando tutti con la sua irriverente innocenza, leggo i suoi libri sorprendenti. Ne parlerò un’altra volta, il tema di questo pezzo è il coming-out , che un tempo si chiamava confessione.

19 Luglio 2018 – La donna perfetta – ( Come un concerto sottile) dal magazine CONFIDENZE

(Riassunto della puntata precedente- La scorsa settimana ho raccontato della prima volta che vidi Melanie F., che conoscevo solo al telefono e stimavo molto come intellettuale, e di come vedendola non la riconoscessi, perché il mio occhio maschilista rifiutava che una Barbie così glamour potesse essere così profonda). Da poco è uscito il suo ultimo romanzo, La donna perfetta(Mondadori), il quinto di una saga assolutamente originale, come la sua protagonista: la biondissima scrittrice-show girl che ha sposato uno degli uomini più ricchi di Dubai, e dall’ultimo piano di un lussuoso grattacielo sogna la rivoluzione femminista, e cerca di metterla in atto. Una rivoluzione sconcertante, perché da una parte rivendica libertà di pensiero e azione, dall’altra la tradizione contro gli usi dell’élite: lei vuol fare la madre a tempo pieno. I suoi figli li allatta più a lungo che può, li cura, li culla, li cova, suscitando scandalo fra le donne ingioiellate che lasciano i figli alle baby-sitter dai primi giorni di vita. Intorno una Dubai cubista, fantasmagorica, tragica, disneyana con furore, una farsa inesauribile in cui sfilano le grandi rock-star mondiali che suonano alla corte dei ricchi, Tony Blair e Bill Clinton vengono a cena…L’autrice non risparmia nessuno a partire da sé, si prende in giro, dice e si contraddice, ti fa lo sgambetto e ti fa scoppiare a ridere. A volte ti sorprende col più grigio dolore, altre ti sommerge di tenerezza, e fa uscire da te quel pianto sommesso pieno di struggimento che aspetta d’essere liberato da troppo tempo, come un concerto sottile. Ma chi è l’autrice? Un prisma in moto perpetuo, che ribalta la visuale con trovate vertiginose, di fresca potenza letteraria. La sua gloria è spiazzarti, sempre. E trascinarti come una tromba d’aria, e d’un tratto- il minuetto. E di nuovo la tempesta con personaggi come Oxana, bellissima incontenibile e sfortunata, che nei night butta lo champagne sui muri poi va coi clienti con l’innocenza di una fata. Il dramma si mischia al riso, ma poi è tragedia: la gravidanza difficilissima, l’emorragia che torna ogni mese, il terrore di perdere il figlio, col marito inasprito che le dice ammazzalo, il bimbo, nascerà hanidicappato per colpa tua…Nasce una bimba. E’ di 30 settimane, pesa 1450 grammi, il parto è atroce, un torrente di sangue che segna la macchina, l’asfalto, i corridoi immacolati dell’ospedale. ..Ma la piccola vive, e cresce, stretta al suo seno seno. C’è il tessuto della vita in questo libro, con tutti i suoi strappi. Dalla bellezza della scrittura traspare una sconfinata innocenza. Si soffre tanto in questo libro, è il mio carattere: soffro e sembro felice, perché la felicità ha questo prezzo. Se soffri senza risparmio conosci la felicità, ma devi pagare il prezzo costante del dolore. (Da un’intervista di Melanie F.)

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Scheda

Anna, una ex giornalista italiana sposata a un ricco businessman emiratino, vive tra agi, jet set e serate glamour, persa in un universo di donne sofisticate che combattono nel mare insidioso della spietata concorrenza delle “altre” e di uomini fatti con lo stampino: onnipotenti, complici, affascinanti ma traditori. Un mondo che sembra la giostra di un gioco crudele dove brilla Oxana, bellissima modella russa, uscita dal paginone centrale di Playboy.
Due donne e due storie che si intrecciano: Anna, costretta a letto da una gravidanza a rischio e alle prese con un parto prematuro, diventa spettatrice esterna di questo mondo dorato e plastificato, le cui cronache mondane arrivano dalle chiacchiere con l’amica Oxana. Confinata tra casa e ospedale, Anna lotta contro l’indifferenza del marito, contesta i ruoli e combatte contro un ingiustificato senso di colpa di fronte alla sua bambina tanto vulnerabile.
Oxana, meraviglioso cocktail di innocenza e seduttiva aggressività, arrampicatrice sociale pronta a tutto pur di garantirsi un futuro e una posizione in questa cinica Dubai, si rivela fragile e umana grazie ai flashback sul suo passato e alle confessioni fatte ad Anna.
Una favola moderna per farci sognare e per capire i meccanismi di una società che non è poi così diversa dalla nostra. E anche quelli di un matrimonio tra due culture, tra Islam e Occidente, in cui le dinamiche dell’amore sono quelle universali: la crisi di una gravidanza difficile, l’impotenza della coppia di fronte a un destino che ti fa uno sgambetto. Una saga di donne da copertina, belle e impossibili, ma vicine nella loro sofferenza, ingenuità, e nella ricerca di una felicità che sembra sempre a un passo.

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Presentazioni L’Occidentale

Milano – 24 gennaio 2017

Mondadori Spazio Eventi 3º piano, Milano (Italia)

Melanie F. ha presentato il libro«L’Occidentale» — Cairo Editore. Sono intervenuti Piero Chiambretti e Melania Rizzoli.

Melanie e’ un personaggio della fantasia, un personaggio eclettico, una figura che nasce probabilmente dalla penna di un grande cartonista lo stesso Walt Disney…
Io conobbi per caso Melanie Moore, cosi’ si chiamava nel 2000, e la portai direttamente in uno dei miei programmi…
PIERO CHIAMBRETTI.

presentazione libro

Press from the web

Press from the web Melanie Francesca

Notizie e anteprima del libro nei Blog e nella rete:
Corriere.it
Grazia.it: I libri da leggere questa primavera
Dagospia.com (articolo) | Dagospia.com (foto gallery)
Libera TV
Marieclaire.it
Mentelocale.it
Eventi.Mondadori.it
Cosmopolitan.it
PianetaDonna.it
Milano Carpe Diem
Leggere a Colori
BooksHuntersBlog
Spettacolinews.it
Wiki Eventi
Voce spettacolo
inciucio.blogspot.it
SoloNews.eu
blog.radioartista.com
360-gradi.it
Velvetnews
Mondoliberonline.it
Oggiroma.it
Webdigital.hu/notizie
Rosso di sera
WN.com
Cos’è
Altoadige.gelocal.it
Al passo con i libri
Panorama.it Speciale festa della donna
Intervista a Melanie F., autrice de “L’Occidentale”
RSI News: Il post femminismo secondo Melanie Francesca
Ilcavalibri.com

L’Occidentale Press


CORRIERE DELLA SERA: “(…) scrittrice della beat generation, ma anche ragazza copertina, illustratrice delle più grandi riviste europee.”

DONNA MODERNA: “Melanie, nata a Bolzano, è un’autrice nata. A pensarlo non sono solo i suoi lettori ma illustri critici. Tanto che un nome autorevole come Barbara Alberti ha firmato la prefazione del suo romanzo Caccia d’amore…”

IL GIORNALE: “Melanie, artista e scrittrice di successo, è partita all’attacco della cultura milanese e sta mirando al cuore. Un libro edito da Gremese, Caccia d’amore, appena presentato alla galleria del Duomo. Una mostra di disegni esposta da stasera alla galleria Cortina. E una valanga di riconoscimenti dal gotha della cultura contemporanea. (…) La giovane artista italo-tedesca punta tutto sulla provocazione. Una provocazione che Melanie vive come una vera missione per scuotere una situazione figurativa che definisce immobile…”

IL MATTINO: “Dei suoi disegni molto se ne parla. E il titolo della raccolta pare una rivincita. (…) La provocazione diventa patrimonio, legittima l’arte e l’espressione più in generale. E l’arte per Melanie si evolve anche attraverso la scrittura a cui da tempo si dedica. Ed è infatti Fernanda Pivano ad apprezzarne per prima i testi…”

IL GIORNALE: “…scrive un romanzo sobrio, con un buon intreccio (una sexystar che si trova al centro di quattro delitti) e qualche sbavatura, (…) trova una madrina che la sponsorizza e la guida: Fernanda Pivano. Pubblica il suo romanzo, parlano bene di lei Barbara Alberti, Oliviero Toscani e Giampiero Mughini…”

MAX: “Spiazzante, intelligente, sorprendente.”
L’ESPRESSO: “Anche per Sgarbi la procace Melanie promette bene: “Ha un buon taglio da scrittrice…”

IL GIORNO: Terzo libro per Melanie, scrittrice che piace anche a Fernanda Pivano. “Alle elementari scrivevo delle poesie e da ragazzina tenevo un diario…” si presenta così, scrittrice on the road amante dell’istinto, delle gioie della vita. Ci racconta la sua vita con la stessa vivacità con cui scrive i suoi romanzi. Modella a Parigi, Globe- trotter in medioriente. “Mio padre da piccola mi leggeva la Bibbia e libri d’arte. Da lì è nato il culto della bellezza e della poesia…”

IL CORRIERE DELLA SERA: “Diplomata al liceo classico e per anni globe trotter, Melanie si è da tempo dedicata allo scrivere ed ora vive a Lugano. Prima di la gang ha pubblicato Luna di Carne e Angeli d’asfalto. “In questo ultimo libro sono più cinica, dice, i tempi sono cambiati. Per questo nel romanzo adotto una scrittura cinematografica, senza entrare troppo nell’introspezione dei personaggi”.

IL GIORNALE: “Pratica, tascabile come un pocket mondadori, Melanie è una scrittrice tutta da sfogliare…”

IL MESSAGGERO: “È stata… campionessa regionale dei tremila metri (“correvo dieci chilometri al giorno”). È stata modella per vivere. Solo dall’anno scorso è scrittrice, autrice di libri a raffica, secondo il ritmo della sua vita.”

MAXIM: “A scrivere un libro ci riescono tutte. Pubblicarne tre è già un’altra storia, significa avere un vero bisogno di comunicare…”

MAX: “Campionessa dei tremila metri, modella, scrittrice, pittrice, star televisiva, rubricista, poetessa, giramondo: chi sei? ‘Un personaggio eclettico. Nel rinascimento esisteva l’artista a tutto tondo…’”

IL TEMPO, ROMA: “Una poliedricità artistica, legata alle passioni più genuine, ancor prima che trasgressive, a una sensibilità seducente che fa di questa ragazza “ribelle” quanto geniale, un esempio accattivante per il cinema, interessato a trasformare in storia filmica uno dei suoi libri.”

L’ARENA: “L’amore è passione, carne completezza, come Luna di Carne. Il suo primo romanzo l’ha voluto intitolare così, viaggio errabondo di una sedicenne alla ricerca di sé. C’è tutta la sua vita qui dentro, l’amore per Roy, una Parigi dei pittori, delle truffe, dell’ambiguità. E c’è la passione per l’arte, per la pittura, un trac che ti afferra lo stomaco e ti percorre come adrenalina…”

IL GAZZETTINO: “Una nuova autrice che scrive di getto, con entusiasmo, istintività, carnalità…”

CORRIERE DELLA SERA, NANDA PIVANO: “Questo bel libro di gusto americano basato com’è sull’azione nei temi e sul dialogo nello stile, respira aria di giovinezza e non può non interessare I giovani.”

IL PICCOLO: “Melanie, nella prefazione di quest’ultimo romanzo, viene definita da Barbara Alberti capace di raggiungere con la sua scrittura ‘una sobrietà lodevole, eleganza, capacità di costruzione, senso della trama e del colpo di scena.’ (…) Melanie ha un’abilità naturale di condurre il racconto senza rinunciare a felici intuizioni, specie là dove si avventura ad indagare il tormento di psicologie fragile e confuse. (…) La scrittura appare più matura e consapevole, e anche più ambiziosa, tale comunque da consolidare le capacità narrative dell’autrice.”

L’ARENA: “Chissà come sono i quadri di Melanie. A giudicare dal suo scritto devono essere tinte fluorescenti. Blu elettrico, rosso lacca, rosa shocking, forse fibre sintetiche. Il libro infatti è tutto un rapido susseguirsi di toni forti, macchie crude che descrivono una giovinezza in bilico tra solitudine e angoscia.(…) Un libro che piacerà ai più giovani. E a chi ha uno spirito ribelle.”

PRATICA: “Arrivata al successo, ora Melanie conosce i segreti per farcela ad entrare in un ambiente così difficile.”

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: “C’è chi si danna per anni nell’attesa spesso vana di pubblicare un libro e chi riesce a sfornarne quattro nel giro di pochi mesi. (…)Un personaggio costruito a tavolino? Già transitata sul palcoscenico del Parioli, Melanie non disdegna affatto la ribalta, e tuttavia sembra animata da una sincerità di fondo e certamente è sorretta da un’ossessione salvifica per la scrittura.”

BOSS: “Un personaggio dalle mille sfaccettature, intelligente e acculturata, Melanie ha saputo porsi come scrittrice in brevissimo tempo…”

AMICA: “Scritto con slancio e qualche ingenuità, è il ritratto di una generazione che cerca di resistere allo sbando delle ideologie.”

GIOIA: “Un romanzo fresco, a tratti forte, su amori, speranze,
tormenti e aspirazioni dei giovani d’oggi…”

PANORAMA: Cesare Lanza “Sfidando i venti della guerra, volete fare un salto ad Abu-Dhabi? Via aspetta Melanie Moore, painting and drawings sul suo biglietto da visita. Da un po’ di tempo se ne parla molto: scrittrice e pittrice, autrice di nove libri (con Gremese ha pubblicato romanzi presentati da Barbara Alberti e Nanda Pivano) dice con modestia di sè: “Sono un personaggio variegato.” Bella, bionda, da Piero Chiambretti la più aprezzata. Ora lo sceicco Nahayan Mabarak al Nahayan, ministro dell’alta educazione e ricerca scientifica, le organizza due esposizioni…”

SETTE, CORRIERE DELLA SERA: “‘Melanie? È un genio. Di donna, Di scrittrice. Di pittrice. In tv invece ancora no. Deve diventarlo. Ma può imparare.’ È un maestro burlone ma severo Piero Chiambretti, anche con le sue donne. Melanie A. M. biondona di Markette che abbiamo incontrato alla fiera del libro di Torino per il suo ultimo romanzo Mondadori, non si scompone di una virgola.”

IL GIORNALE: “…ha presentato la sua ultima fatica letteraria edita da Mondadori (…) Accanto a lei – entusiasta per aver scoperto che dietro a questa faccia frivola si cela un talento – il giornalista Alfonso Signorini. È un romanzo, per dirla con Signorini, che si legge volentieri e che fa capire qualcosa in più di questo mondo patinato, luccicante sulla carta, ma che in realtà nasconde tante inquietudini. Un libro che mostrando una realtà così diversa dalle apparenze, sonda la psicologia femminile (ma anche quella maschile). E che riesce a indagare le debolezze dei nostri tempi con stile ironico e intelligente.”

KHALEEJ TIMES. “Presentata dal consolato generale della Svizzera sotto il patrocinio di sua altezza lo sceicco Nahyan Bin Mubarak al Nahyan, ministro dell’alta educazione e della ricerca scientifica, l’esposizione continuerà fino al primo aprile. Cominciata la sua carriera come modella a Parigi, Melanie ha scoperto dentro di sé una passione e un talento per l’arte contemporanea, si è dedicata allo scrivere e al dipingere e in poco tempo il suo portfolio è cresciuto a punto di includere alcune tra le opere più introspettive e soggettive che hanno accolto il consenso della critica europea. ‘Mi descriverei come una minimalista realista in letteratura e una pop-metafisica in arte’ ha spesso sostenuto. Oggi, con nove libri alle spalle, sette dei quali sono romanzi di grande successo, Melanie ha guadagnato il consenso di pubblico e critica…”

GOLF TODAY: “Gli artisti sono benefattori dell’umanità e per loro è essenziale sorridere anche in tempi problematici come la corrente situazione globale, ha detto l’artista riferendosi alla Guerra in Iraq.”

GOLF NEWS: “In Europa cresci con la storia sulle spalle. Il mio lavoro è stato influenzato dal rinascimento. Ecco il perché di questi enormi dipinti. E il mio amore per l’anatomia…”

GULF TODAY “Melanie Francesca è un’autrice di successo di nove libri, un personaggio televisivo e una promettente artista contemporanea. La sua arte riflette un senso di devozione alla storia, al mondo classico studiato sui testi Greco-latini, e, in generale, un’Europa colma di musei e opere antiche. Riflette anche l’amore per il ritratto e per la costruzione architettonica del corpo umano (…) talentata con una eccezionale sensibilità per il ritratto (…) i suoi dipinti sono densi di realismo e bellezza. Un sentimento di sospensione metafisica domina i suoi dipinti, che sia la prospettiva di un paesaggio fiabesco come il vuoto di un cielo o di uno spazio espanso.”

MAX, OLIVIERO TOSCANI: “Ho conosciuto Melanie in televisione. Mi ricordo l’effetto che mi fece: con la sua personalità Melanie mi colpì subito. Era così libera, così diversa da tutte le altre ragazze della sua generazione. Le altre pensano alla moda, stanno attente solo a marchi e marchietti, non ragionano con la propria testa. Sono omologate. Melanie no! Lei è indipendente, fiera, curiosa, originale. Uno spirito libero che non si lascia ingabbiare, una fuori dal coro. Ha un approccio alla vita tutto suo. È molto interessante parlare con lei, è bello starla a sentire: ti aiuta a vedere il mondo da altre angolazioni, legge il mondo in modo diverso. E poi è una ragazza così attraente, così carina…”

L’Occidentale

l'occidentale

Una satira spietata dell’Occidente. E’Soumission di Houellebecque al femminile in chiave comica, senza nulla togliere alle tragedie del nostro mondo. Con umorismo raffinato e spudorato, irresistibile. Il ritratto della protagonista è una girandola di provocazioni che contraddicono se stesse, ma chi è lei? Da che parte sta l’autrice? Da tutte e da nessuna, è un prisma in moto perpetuo, che sposta in punto di vista con trovate vertiginose.
Come le breaking-news, che spezzano il racconto – spesso introducendo la sua coscienza occidentale, il macho Mister Press, quel divertente noioso Mister Press, il grillo parlante da spiaccicare con una martellata sul muro, di cui è morganaticamente innamorata, il contraltare di Mamohud, che la possiede attraverso gli insulti.
Una satira riuscitissima, ma anche un libro melanconico sull’impossibilità dell’amore.

Barbara Alberti

 

Libro pieno di divertimento, è una storia di capitombolo nell’obbligo delle prospettive. Gli usi & i costumi delle più eccentriche geografie, usurati dai luoghi comuni, vanno in cortocircuito. I pregiudizi vengono ribaltati nella continua sorpresa del ritrovarsi, lettore e protagonista, dentro il romanzo più insolito. Lei ha il mondo, lui la terra (anzi, la sabbia). La somma di due esistenze, un uomo e una donna, è generatrice di variabili più che di un totale. Lei porta in dote la complessità occidentale mentre l’altro, innestato nell’arcano di un’ignota destinazione maomettana, svela una lussuosa clessidra. Ogni granello di vita, scendendo, risale. Ma nell’apnea del tutto, subito. E per sempre. Nella sabbia.

Pietrangelo Buttafuoco

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Scheda

Se il primo figlio di solito complica le cose in una felice storia d’amore, immaginiamo cosa possa succedere se a questo si aggiunge il fatto di trovarsi in un mondo tanto distante dal nostro come quello di Dubai, sposata a un uomo musulmano, per quanto aperto.
In una Dubai cubista, irriverente, fantasmagorica, tragica, disneyana con furore, Anna combatte con se stessa per riuscire ad essere la bellissima moglie da esibire e la madre perfetta, amorevole e presente, senza trasformarsi nella temutissima Miss Manicure, moglie suppellettile che assorta più dal colore dello smalto che dai figli, accompagna ogni marito importante.
Tra scenari da mille e una notte, mondi glamour, personaggi del jet set internazionale, sceicchi e amiche in abbaya, il paradosso di una quotidianità fatta di biberon, notti insonni e lavaggi sbagliati da parte di una carica infinita di maids.
La protagonista è l’incoerenza in persona, una sintesi di tutte le contraddizioni della nostra civiltà: sposata a uno degli uomini più noti di Dubai e socialista immaginaria, coniglietta e filosofa, sottomessa e ribelle, sogna la rivoluzione femminista dall’ultimo piano del grattacielo più esclusivo della città.
Una satira riuscitissima, ma anche un libro melanconico sull’impossibilità dell’amore.
E il grido de L’Occidentale sullo sfondo, quello della bionda cronista che Anna vorrebbe tornare a essere per denunciare il lato oscuro e retrogrado di una società che appartiene ancora al deserto.

When the first child is born, every love story, even the happiest ones, becomes complicated. Then, if added to that is the fact of being in a country so different from one’s own – culture, religion, traditions – like the Arab Emirates, then the situation gets really difficult. This is Anna’s story. She is a Westerner married to an open-minded Muslim and they have a beautiful little boy, Amir. In a Dubai that is cubist, irreverent, phantasmagorical, tragic, wildly Disney-like, Anna battles with herself to succeed in being the beautiful trophy wife and the loving and attentive perfect mother, without becoming a dreadful Miss Manicure, an ornamental wife, focussed more on the colour of her nail polish than her kids: the kind who flanks every important husband. Set in scenes of A Thousand and One Nights, glamorous worlds, international jet setters, kandura clad sheiks and abaya clad women friends. Paradoxically, daily life is made of baby-bottles, sleepless nights and laundries screwed up by an endless parade of maids. The protagonist is incoherence personified, a synthesis of all of our civilization’s contradictions: married to one of the most famous men in Dubai and an imaginary socialist, Playboy bunny and philosopher, subservient and rebellious. From the penthouse in the most exclusive skyscraper in the city, she dreams about a feminist revolution. An entertaining and biting satire with a melancholy undercurrent about the unpredictability of love. And in the background, the cry of the Westerner, the blonde reporter that Anna would like to be again in order to denounce the dark and backward side of a society that despite its incredible development still belongs to the desert.