L’Occidentale


Una satira spietata dell’Occidente. E’Soumission di Houellebecque al femminile in chiave comica, senza nulla togliere alle tragedie del nostro mondo. Con umorismo raffinato e spudorato, irresistibile. Il ritratto della protagonista è una girandola di provocazioni che contraddicono se stesse, ma chi è lei? Da che parte sta l’autrice? Da tutte e da nessuna, è un prisma in moto perpetuo, che sposta in punto di vista con trovate vertiginose.
Come le breaking-news, che spezzano il racconto – spesso introducendo la sua coscienza occidentale, il macho Mister Press, quel divertente noioso Mister Press, il grillo parlante da spiaccicare con una martellata sul muro, di cui è morganaticamente innamorata, il contraltare di Mamohud, che la possiede attraverso gli insulti.
Una satira riuscitissima, ma anche un libro melanconico sull’impossibilità dell’amore.

Barbara Alberti

 

Libro pieno di divertimento, è una storia di capitombolo nell’obbligo delle prospettive. Gli usi & i costumi delle più eccentriche geografie, usurati dai luoghi comuni, vanno in cortocircuito. I pregiudizi vengono ribaltati nella continua sorpresa del ritrovarsi, lettore e protagonista, dentro il romanzo più insolito. Lei ha il mondo, lui la terra (anzi, la sabbia). La somma di due esistenze, un uomo e una donna, è generatrice di variabili più che di un totale. Lei porta in dote la complessità occidentale mentre l’altro, innestato nell’arcano di un’ignota destinazione maomettana, svela una lussuosa clessidra. Ogni granello di vita, scendendo, risale. Ma nell’apnea del tutto, subito. E per sempre. Nella sabbia.

Pietrangelo Buttafuoco

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Scheda

Se il primo figlio di solito complica le cose in una felice storia d’amore, immaginiamo cosa possa succedere se a questo si aggiunge il fatto di trovarsi in un mondo tanto distante dal nostro come quello di Dubai, sposata a un uomo musulmano, per quanto aperto.
In una Dubai cubista, irriverente, fantasmagorica, tragica, disneyana con furore, Anna combatte con se stessa per riuscire ad essere la bellissima moglie da esibire e la madre perfetta, amorevole e presente, senza trasformarsi nella temutissima Miss Manicure, moglie suppellettile che assorta più dal colore dello smalto che dai figli, accompagna ogni marito importante.
Tra scenari da mille e una notte, mondi glamour, personaggi del jet set internazionale, sceicchi e amiche in abbaya, il paradosso di una quotidianità fatta di biberon, notti insonni e lavaggi sbagliati da parte di una carica infinita di maids.
La protagonista è l’incoerenza in persona, una sintesi di tutte le contraddizioni della nostra civiltà: sposata a uno degli uomini più noti di Dubai e socialista immaginaria, coniglietta e filosofa, sottomessa e ribelle, sogna la rivoluzione femminista dall’ultimo piano del grattacielo più esclusivo della città.
Una satira riuscitissima, ma anche un libro melanconico sull’impossibilità dell’amore.
E il grido de L’Occidentale sullo sfondo, quello della bionda cronista che Anna vorrebbe tornare a essere per denunciare il lato oscuro e retrogrado di una società che appartiene ancora al deserto.

When the first child is born, every love story, even the happiest ones, becomes complicated. Then, if added to that is the fact of being in a country so different from one’s own – culture, religion, traditions – like the Arab Emirates, then the situation gets really difficult. This is Anna’s story. She is a Westerner married to an open-minded Muslim and they have a beautiful little boy, Amir. In a Dubai that is cubist, irreverent, phantasmagorical, tragic, wildly Disney-like, Anna battles with herself to succeed in being the beautiful trophy wife and the loving and attentive perfect mother, without becoming a dreadful Miss Manicure, an ornamental wife, focussed more on the colour of her nail polish than her kids: the kind who flanks every important husband. Set in scenes of A Thousand and One Nights, glamorous worlds, international jet setters, kandura clad sheiks and abaya clad women friends. Paradoxically, daily life is made of baby-bottles, sleepless nights and laundries screwed up by an endless parade of maids. The protagonist is incoherence personified, a synthesis of all of our civilization’s contradictions: married to one of the most famous men in Dubai and an imaginary socialist, Playboy bunny and philosopher, subservient and rebellious. From the penthouse in the most exclusive skyscraper in the city, she dreams about a feminist revolution. An entertaining and biting satire with a melancholy undercurrent about the unpredictability of love. And in the background, the cry of the Westerner, the blonde reporter that Anna would like to be again in order to denounce the dark and backward side of a society that despite its incredible development still belongs to the desert.